23 Aprile 2026 – Giornata mondiale del Libro
e del diritto d’autore

Una delle più meravigliose e utili capacità che possiede un bambino è quella di meravigliarsi, di non perdere o smorzare l’entusiasmo e soprattutto di rinnovarlo, così come l’interesse, alla prima occasione.
È forse proprio per questa caratteristica che il rapporto tra bambino ed arte è quasi simbiotico, perché l’arte sembra, a volte, voler essere vista, come una mente giovane prova il bisogno di continui stimoli con i quali attivarsi e mettersi in gioco.

Ad un bambino, come d’altronde a volte anche ad un adulto, non serve capire l’arte, ma è sufficiente riconoscervi la bellezza, capace di farci stare bene o di accendere la nostra curiosità, rendendo non solo accettabile, ma anche utile il non capirla fino in fondo.
Un bambino può passare ore davanti ad un quadro, ammirandone ogni dettaglio e riscoprendolo ancora e ancora senza tuttavia arrivare a comprenderlo pienamente.
Ognuno predilige uno stile oppure un soggetto, perdendosi nelle pennellate, scalpellate o nei tratti di un certo artista, il solo capace di attivare ”l’incantesimo”.

Un’opera d’arte ci ricorda una parte di noi stessi che, volenti o nolenti, richiamiamo alla mente alla sua vista. È questo, forse, che ci affascina così tanto quando ci ritroviamo davanti all’arte: la sensazione che l’artista abbia voluto rappresentare una cosa così personale che ci sembra stia parlando proprio con noi.
Per un bambino, impegnato a scoprire il mondo grande e strano che appare all’improvviso, non c’è cosa più meravigliosa di un mistero come l’arte.

“La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero. È la fonte di tutta la vera arte e di tutta la scienza. Colui al quale questa emozione è estranea, che non sa più fermarsi a meravigliarsi e restare rapito in timore reverenziale, è come se fosse morto: i suoi occhi sono chiusi”.

Queste sono le parole con cui Albert Einstein descrive il mistero, quel mistero che ci rende vivi.
Il mistero che ci dona l’arte.

Gió De Simone

Tutti i contributi sono stati realizzati da GIÓ DE SIMONE.
Ingresso della Scuola secondaria “Giuseppe Piermarini”
Installazione ambientale a cura del Laboratorio Artistico
ispirata all’albo illustrato “IL PESCE MAGICO” di Štěpán Zavřel .

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