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Portale ufficiale dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Piermarini” di Foligno
Dirigente Scolastico: Dott.ssa Rosa Smacchi

L’abbigliamento femminile

Nei primi anni del ’700, l’abbigliamento femminile era particolarmente elegante. La maggiore novità era rappresentata da una veste dalla linea ampia, chiamata in Italia andrienne, nome usato a Venezia dal Goldoni in alcune sue commedie e la cui origine si deve alla prima comparsa di questo modello nella rappresentazione della commedia Andrienne: l’attrice protagonista era incinta e, per potersi cambiare agevolmente, tra una scena e l’altra, sfoggiò una sorta di comodo camicione [cfr. Di Iorio e Benatti Scarpelli 2004, p. 5].

L’abito, detto anche robe volante, o “abito fluttuante”, ispirato alla comoda veste da camera, era largo, morbido e informe. L’ampiezza era raccolta sul dietro, all’altezza della nuca in piccole pieghe che scendevano fluide dalle spalle fino a terra. L’abito con maniche larghe, lunghe fino al gomito, pieghettate e cucite al corpetto, veniva indossato sopra un certo numero di sottane e ad un corsetto aderente. Per questo la veste assunse anche il nome di veste con “dietro a sacco” o sack “vestito alla Watteau” (dal nome del pittore che l’aveva raffigurata in molti suoi dipinti) .

Questo indumento ebbe vita breve: infatti, già nel 1735, era stato abbandonato in favore della gonna a campana, larga sui fianchi. Questa nuova forma non si poteva ottenere con l’abito a cerchi e perciò si ricorse a due strutture di stecche di balena o bambù, riempite di crine e poste sui fianchi, che vennero chiamate paniers per la somiglianza con i panieri con cui si caricavano gli asini. Le popolane imitavano il panier con stracci arrotolati sui fianchi.

Verso il 1750 le gonne raggiunsero larghezze assurde e questi fianchi “enormi” presentavano grossi problemi pratici. Così verso il 1770 i disegnatori di moda escogitarono un metodo per coordinare ampiezza delle vesti e possibilità di movimento.

I panieri di stecche di balena furono rimpiazzati da due strutture metalliche, incernierate in modo da poterle sollevare. Il panier era costruito con cerchi di vimini e ossi di balena, tenuti insieme da nastri e tela. Nella seconda metà del Settecento si trasformò in una vera e propria gabbia con cinque cerchi metallici d’ampiezza decrescente verso l’alto, tenuti insieme da tela cerata o tessuto di lana o seta.

27. Il panier (disegno di Maria Piscitiello da Di Iorio e Benatti Scarpelli 2004)

27. Il panier (disegno di Maria Piscitiello da Di Iorio e Benatti Scarpelli 2004)

Il panier aveva la forma di due panieri (da cui il nome) rovesciati e molto appiattiti, appoggiati ai fianchi della persona. Nel corso del regno di Luigi XV, assunse varie forme: à cupole (la cupola, tondo nella parte alta), à gueridon (a imbuto), à coudes (con le punte accentuate sui fianchi), à la commodité, che presentava code così alte da consentire l’appoggio dei gomiti.

Verso il 1780 ci fu un cambiamento improvviso: scomparvero i panieri. La nuova linea, chiamata polonaise, adottata simultaneamente dalle corti di Francia e d’Inghilterra e anche in Italia, rimase di moda per una decina d’anni: il corpetto era lungo e rigido, il girocollo quadrato o arrotondato. Le maniche rimasero più aderenti e terminavano con un pizzo, la gonna ritornò alla linea a campana ed era aperta davanti, trattenuta dietro con fiocchi, mettendo in mostra quasi tutta la sottoveste, che poteva essere anche di tessuto diverso. Per la prima volta le gonne furono sollevate da terra di alcuni centimetri, scoprendo la caviglia.

28. Elenco di capi d’abbigliamento (ASF, Archivio Priorale, 303, anni 1750-1800)

28. Elenco di capi d’abbigliamento (ASF, Archivio Priorale, 303, anni 1750-1800)

Un documento dell’archivio di Foligno (ASF, Archivio Priorale, 303, anni 1750-1800) ci fornisce un’importante testimonianza sui capi d’abbigliamento usati negli anni del Piermarini. Si tratta degli abiti depositati come pegno presso il Sacro Monte di Pietà della città.

Tessuti e indumenti
Manto di Spagna, Spumiglione, Tela negra, Tela cruda, Taftano, Ormesino, Giubba di tabì, Giubba liscia, Tonnello, Sottanino di ormesino

Colori delle stoffe
Colore negro, Color cappellino, Color di cervo, Color cenerino,
Color d’oliva, Color andato

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